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La gioia della poesia,

il piacere dell'affabulazione

 

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Pino Bevilacqua è nato a Piazza Armerina, dove adesso risiede e dove per quarantadue anni ha svolto la professione di docente. Dopo la maturità ha affrontato le sue prime esperienze lavorative e si è iscritto alla Facoltà di chimica dell’Università di Catania, laureandosi a pieni voti nel 1975. E’ dallo status privilegiato di studente-lavoratore che ha attraversato gli anni del Sessantotto, il movimento che ha trasformato in profondità il modo di essere e di pensare della sua generazione, scardinando valori e modelli logorati e imponendone altri, ancora oggi parte integrante del nostro modo di vivere.

Da fervido sostenitore dell’ideale socialista, si è impegnato in politica ricoprendo ruoli di spicco nella C.G.I.L e nel Partito Comunista, ma deluso dall’evoluzione autoritaria della “Primavera di Praga”, e poi dal Compromesso storico, che vide il riavvicinamento tra Democrazia Cristiana e il Partito di Marx e Gramsci, ha lasciato “lo sporco agone” per dedicarsi con slancio allo studio delle scienze umane e coltivare il suo amore per l’arte e la cultura.

Incline per natura all’alternanza fra azione e riflessione, durante gli anni della giovinezza ha viaggiato da wanderer in Europa, in Africa, in Asia, frequentando nell’occasione il mondo degli hippies di cui ha condiviso i gusti musicali, il pacifismo militante, la concezione umanistica della religione, che crede nella forza e nella bontà dell’uomo e per questo è in grado di favorire l’amore, la ragione, i sentimenti, la creatività, lo spirito d’iniziativa, il coraggio.

Appassionato di narrativa e di filosofie orientali, alla fine degli anni Ottanta ha vissuto interessanti e originali esperienze di meditazione che lo hanno guidato ad ampliare la visione della realtà e indotto a ristabilire il “legame fra parole e cose” attraverso la poesia, genere letterario non elitario, di grande forza espressiva e potere simbolico, che può divenire un tramite fra il mondo delle idee e quello della materia, fra l’eterno e il quotidiano.

Nel pensiero di Pino Bevilacqua la poesia è bellezza, la poesia è utopia, la poesia è sogno, emozioni, desiderio, gusto dei valori. Senso del limite e paziente attesa di qualcosa che verrà; bisogno di dare e avere, continua e ininterrotta scoperta di sé.

Fra alti e bassi – come per tutti – la sua avventura umana continua a scorrere fra mille impegni, a cominciare da quelli familiari e la cura del suo buen retiro, immerso in un ambiente agreste armonioso, dove a volte riesce a trovare l’energia necessaria per mettere a fuoco il legame forte e significativo fra autobiografia, tradizione e storia. Al momento l’amore per i libri lo ha portato a scriverne otto, tra raccolte di poesia, saggi, racconti e romanzi.

A Pino Bevilacqua piace sempre viaggiare, perciò appena può, è con la valigia in mano. Ma a ben pensarci anche la scrittura, che lo appassiona da più di vent’anni, è per lui una sorta di viaggio sorprendente che di tanto in tanto realizza salendo sul vascello della fantasia e dell’immaginazione, facoltà inerenti sì a ogni individuo ma che nei poeti, negli scrittori e negli artisti sono particolarmente vivaci e fiammeggianti.

“I bei libri sono altrettante bussole per orientarci in un confuso presente” è stato detto, anche Pino Bevilacqua la pensa così, per questa ragione sembra non voler appendere la penna al chiodo; il suo ultimo volume, un intrigante romanzo dal titolo “Il ritorno”, è stato dato alle stampe nel 2018.

E’ piuttosto noto – e da molti condiviso – che chi abbraccia un’attività espressiva sa dominare meglio le emozioni negative ed esaltare quelle positive, perché dunque non aiutare chi ha “un perché abbastanza forte” da cimentarsi a raccontare una storia cui tiene per riportare alla luce accadimenti e personaggi che tanto l’hanno colpito? Da qui l’impegno di Pino Bevilacqua a collaborare con istituzioni scolastiche, club e associazioni in corsi di scrittura creativa, rivolti a quanti credono in questa importante attività dell’intelletto e dello spirito.

Ma quali parole più adatte che quelle tratte da una sua poesia “per bambini e non”, presente nella silloge “Ad un passo dalla luna”, per rafforzare l’esortazione di cui sopra e terminare queste brevi note sulla sua vita, i suoi ideali, il suo impegno sociale, le sue passioni?

“…Se non l’hai ancora fatto fallo adesso!/ Con la fantasia, puoi lasciare quando vuoi/quel tuo mondo troppo serio/dove il tempo va di fretta/e viaggiare lentamente/sulle ali di un rondone/o sul dorso di un aquilone/senza filo e senza meta/nell’azzurro lanciato!"

Michela Rendina
Docente di Lingue e Letteratura inglese

 

 

 

 

 

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