Fra cielo e mare

 

libro4Un’opera chiara e serena, dove a parlare sono soprattutto le parole e non quello che vi sta dietro, dove il poeta si libera dagli orpelli ingombranti del pensiero logico per affidarsi al pensiero intuitivo e all’intelligenza che riposa nel profondo del cuore. “I gabbiani risvegliano la baia”, “il faro scruta la distesa equorea”… parlano le barche e le scogliere, gli arbusti e le conchiglie a voce profonda e misteriosa… parlano e ascoltano il linguaggio della natura e quello degli uomini, felici di essere e partecipare alla rappresentazione del Creato. "Questo mare che discorre con le vigne, / questo vento che sussurra al rosmarino, / il limio delle cicale nei frutteti..."

 

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[...] Motivi fabulistici, ragioni ambientaliste e magia naturale vengono costantemente sottesi nella descrizione delle marine: fate e tritòni sono spesso presenti nei paesaggi, atmosfere fiabesche si celano "nella rugiada che ricama le barche già sveglie", "nel sole allo zenit che foggia e distrugge un castello di nubi", "negli incendi di luce che sgocciolano sul mare", "negli angeli che fanno piovere lacrime in terra ".

Il porto, i lidi sabbiosi, i costoni rocciosi, i borghi vengono descritti non già come inerti e senz'anima, ma vivi e palpitanti nel gioco vario della vita: "Il sole addormenta l’equòrea distesa", "barche sonnacchiose si dondolano nel porto in penombra".

E i versi del poeta, anch'essi vivi e animati, partecipano all'inno di gioia che in ogni istante si leva dal mondo brulicante di forme, di suoni, di colori.

Mentre tanti altri generi di scrittura hanno la pretesa di sezionare, classificare, ordinare secondo schemi prefissati al fine di dominare la massa delle conoscenze acquisite, la poesia non vuole spiegare niente; semplicemente cerca di rappresentare il mondo con l'immaginazione. La poesia rompe gli schemi tradizionali di tempo e spazio e fa sue l’intensità e l' associazione, categorie tipiche dei sogni: "Pescatori che scendono dalle onde, giorno immenso del!' estate!".

Il soffio vitale che fa muovere le onde, che fa aleggiare i gabbiani nella baia, che fa mormorare gli arbusti è tutt'uno "con la passione sensuale, con la forza generatrice dell'erotismo". Ogni fenomeno, sia esso fisico o psicologico è in movimento dinamico, è vivo, è soggetto a nascita crescita e morte.

"I morti in mare discorrono ... di Sorte ... qualche volta hanno nostalgia della Vita ... salgono per guardare la luna, per bere un alito di cielo". Il contrasto tra la semplicità e l'infinito si uniscono nel desiderio espresso dal pescatore: "Cospargete le mie ceneri in cielo, perché un vento amico e pietoso mi riporti ai lidi sabbiosi. al mare cobalto", completando in tal modo il ciclo dell'esistenza.

Ed ancora: come un gradevole leit-motiv, il mito riaffiora nell'immagine di sirene che "dai meandri marini, dagli anfratti rocciosi intessono melodie col fragore delle onde ... cielo e mare vibranti natura ... vibranti armonia ".

Esplode la luce negli "argentei bagliori di spigole e orate", negli "incendi che sgocciolano sul mare": ma la luce, a volte, si smorza nella malinconia come nell'immagine del vecchio "sospeso tra sogni e ricordi ... il tempo che passa non torna ... e visioni gli nascono e muoiono", o nel mistero della "Sorte ... che nessuno conosce".

Quasi si avvertono gli odori e le immagini del Mediterraneo: "Questo mare che discorre con le vigne, questo vento che sussurra al rosmarino ... il limìo delle cicale nei frutteti" che ci avvolgono come in una calda sera d'estate nella profumata e sensuale terra di Sicilia, ma che ancora una volta, si stemperano nella riflessione sull' "insipienza di chi si sente padrone di Tutto".

La poesia ideale, come da più parti si sostiene, sarebbe forse una poesia nella quale sia possibile percepire la musica: "Scorre l'onda e la spuma ... s'invola si fonde s'invola"; nella quale risplendono i colori: "Vele bianche pavesate, monelli sulla spiaggia, bandierine colorate"; scaturiscono il gusto e l'olfatto: "Odore di promesse, di fiori sull'altare ... di giacinti e rosmarino nei dintorni del sagrato", si possa avvertire il movimento: "Ogni tanto viaggiano vele bianche, ogni tanto passano uccelli stanchi"; si possa avvertire la paura: "E pensare che stanotte l'acqua e il vento minacciosi ... quasi volevano spazzarmi via", si possa sentire la calma: "Al vociare insistente dei gabbiani ... posso finalmente riposare".

E musica e colori, gusto e olfatto, movimento e calma, pensieri ed emozioni grazie ad un'intonata musicalità linguistica, sono quasi tangibili, si possono percepire in diverse liriche di Fra cielo e mare in cui la malinconia e la dolcezza, continuamente, si alternano alla vitalità e alla meraviglia nella ricerca di dare un senso alla vita.

Ma è "nel mare il segreto del mondo ... scritto ... dalle mani potenti del tempo che non ha fretta di camminare, di arrivare in nessun luogo perché - perché non c'è inizio né fine né mèta, ma soltanto la vita, la vita, la vita!

Grazie Pino per questa speranza.

                                                                  

                                                                                    Cinzia Messina

         

*Per maggiori informazioni sul libro, è possibile scrivere all'autore mediante l'apposita sezione "contatto"

 

 

Poesia

 

 

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Fra cielo e mare
Editrice “Il Lunario”

Pagine 64, Euro 10,00
Formato 14x21

Presentazione di:
C. Messina,
docente di lingue

Il libro è corredato
da dieci
disegni
di A. Scroppo