Il ritorno

 

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 In copertina:
Vasco Corrarelli, Ritorno a casa

 

C’è sempre un luogo in cui poter ricominciare…

Il ritorno ha uno scopo, ma ha soprattutto una meta, ha però anche il volto di coloro che amiamo,
ha il sapore delle proprie radici, ha infine i colori dei luoghi della memoria che ci appartengono.

Una storia molto evocativa carica di pathos e a tratti di suspense,
i cui personaggi sono tipi umani universalmente riconosciuti e dal valore altamente simbolico.

 

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Sinossi

Non c’è pace per Alberto ed Erminia Rodriguez, dignitosi contadini che vivono giorni di angoscia poiché il loro unico figlio sembra scomparso nel nulla. Le minacce che incombono sul destino della famiglia sono davvero imponenti e rischiano di travolgere tutti.   Che fine ha fatto Ludovico? E se l’avessero ucciso? Purtroppo il giovane ha commesso un grave errore, quando si è affiliato a un clan di delinquenti diventati poi suoi acerrimi nemici.   Tutto dunque è possibile. I Rodriguez non si arrendono e denunciano la scomparsa del figlio, tornato a loro insaputa per chiudere i conti con i suoi ex soci, prima di rifarsi una vita onesta e riprendere il filo del suo amore per Donata.    Guidato da chi un tempo era stato suo direttore spirituale, mettendo a tacere l’orgoglio ferito e gli impulsi e tentando di prestare unicamente ascolto alle ragioni del cuore, Ludovico sembra intraprendere la via giusta, ma qualcosa va storto, avviene l’irreparabile, eppure…

 

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Postfazione

Ci sono echi di Verga in questo nuovo intenso romanzo di Pino Bevilacqua. Il tema del ritorno e lo svolgimento della trama non possono non richiamare il dramma e le lacerazioni interiori di ‘Ntoni Malavoglia, la sua seducente e a un tempo brusca scoperta del mondo, che è anche un punto di non ritorno, di scelte e fascinazioni temporanee che si rilevano infine definitive e “fatali”, segnando irreversibilmente il destino. Il ritorno del giovane Ludovico Rodriguez scaturisce dalla necessità di un riscatto economico e avvia un sorprendente percorso di redenzione. Egli torna al proprio paese per riavere il dovuto e saldare i conti con un passato fuorilegge, vorrebbe riprendersi ciò che gli spetta e cominciare una nuova vita. Ma il denaro che cerca è ancora marchiato dall’impronta del male; per purificarsi egli deve pertanto scendere fino in fondo nell’abisso del crimine e intraprendere nella contraddizione e nel dolore il cammino di una possibile futura esistenza. Il ritorno di Ludovico è segnato dall’urgenza di una sua pressoché immediata ripartenza. Come per ‘Ntoni la casa del nespolo non esiste più, anche se certi segnali sembrerebbero quasi indicarlo; pure il momentaneo riposo nel rifugio d’infanzia non fa cessare il travaglio di un’anima inquieta alla ricerca di se stessa. Il romanzo di Bevilacqua coniuga profonde questioni morali con sempre attuali vicende e interrogazioni civili, non separando mai i problemi individuali dalle ragioni collettive e comunitarie. Romanzo che deve molto a Sciascia come a Manzoni, anche per il determinante sigillo della “sventura” che induce l’uomo a un radicale esame di coscienza: “A volte noi uomini ci sentiamo invincibili”, afferma il padre di Ludovico, “ma in confronto alla potenza della sorte siamo paragonabili a moscerini chiusi in una bottiglia col tappo serrato che ronzano e ronzano invano”. La tragica consapevolezza del male e l’impotenza a combatterlo ci annichilisce, eppure la vita è più forte del nulla nel quale sembra precipitarci. I protagonisti della storia di Bevilacqua non si nascondono sotto la sabbia ma affrontano con coraggio questo dilemma; essi non perdono la speranza che qualcosa possa cambiare e che si possa pertanto profilare un nuovo inizio, per Ludovico come per ognuno di noi. Il romanzo si congeda con un incoraggiante messaggio: “C’è sempre un luogo in cui poter ricominciare. E sempre c’è una persona con cui poter condividere la propria vita”. Prima di tutti gli altri, questo luogo fondamentale è forse la nostra coscienza, che ci accompagna ogni istante e con la quale dobbiamo fare quotidianamente i conti, determinati e fiduciosi.

Gino Ruozzi
Professore di Letteratura italiana
Università degli Studi di Bologna

     

 

 

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Il ritorno
Editrice “Qanat”

Pagine 168, Euro 18,00
Formato 14x21

Postfazione di:
Gino Ruozzi,
Professore di Letteratura italiana
Università degli Studi di Bologna
Il libro è corredato
da
quindici disegni
di A
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