La poesia del colore

La poesia del colore

E’ sempre stato un sogno dell’uomo rappresentare la fuggevole bellezza del mondo con immagini e parole che sfuggono all’usura del tempo e fanno vibrare le “cose nominate” di una vitalità straordinaria. Il sorriso di un bimbo e l’azzurro di un mare profondo, la dolcezza di un bosco d’estate e la trepida attesa di una madre in preghiera, il profumo di terra bagnata e il ricordo del tempo passato; la rugiada dell’alba, un folto cespuglio di biancospino, la neve sui tetti, un quadro d’autore, un valzer di Stauss, un sogno d’amore, un cielo trapunto di stelle vanno ben oltre la mera evidenza per l’uomo sensibile e fantasioso che viva sentendo di continuo e immaginando il mondo come non è, o forse com’è veramente. Questo è il carattere essenziale dei poeti, che non imitano ma creano e rinominano le cose mediante la forza immaginativa; per quanto ogni origine risiede nella realtà della vita e nel desiderio profondo di mettersi in armonia con essa.

La poesia del colore Poesia e infanzia r Una rocca nel bosco r Spazi turchini r Dell'anima e della memoria r Tra impegno e poesia1

 

 

Frammenti

Tutti i temi raffigurati dall'autore sono espressione del legame con le proprie origini biografiche e sociali, e rivelano il tentativo di accordare la sua memoria personale alla memoria storica e naturale del luogo in cui è nato ed ora vive. Dall'osservazione piena d'amore e di rispetto per tutto ciò che esiste, scaturisce una pittura intensa e poetica, capace di cogliere frammenti di realtà e trasformarli in immagini durature nel tempo.

Stardust

"Siamo angeli. Siamo luce acqua e terra, / foglie e rocce, fiori e prati mai uguali / nell’immoto mulinare delle ore. / Oh la fuggevole bellezza del mondo, / le cangianti stagioni della vita, / il mutevole riflettersi in noi… / di che? dei colori, delle forme, delle idee!".  

 

LA POESIA DEL COLORE

[...] Si può andare indietro nel tempo quanto si vuole, e sempre c'è stata la pittura; perché sempre c'è stato nell'uomo il bisogno di rappresentare il sogno artistico di un mondo migliore dove vivere in pace, interiormente liberi e capaci di udire la musica amabile delle cose quotidiane, che pure risuona nelle tele di Angelo Scroppo raccolte nella mostra “Risvegli”, dominata dal magnetismo del colore.      

Sono salito sul ‘vascello della leggerezza’, vedendo queste tele una dopo l'altra nascere nel laboratorio dell'artista. Ho provato il piacere sottile dell'intelletto, la sensazione di volare in un luogo sfavillante ricco di giardini fioriti ed immense praterie.

Più volte, ho ripensato a quei soggetti: paesaggi che seguono una personale geografia del cuore, scorci mediterranei inondati di luce, nicchie suggestive di sapore metafisico, volti trasognati di bambini, nudi femminili dalle rotondità soavi. Rispetto a un tempo, è così cambiato il punto di vista di Angelo Scroppo: più benevolo e distaccato, non desideroso d’imporsi, di stupire, di rubare la scena!  

Complici del suo nuovo mood artistico sono luoghi, persone, oggetti usuali di cui riesce a cogliere l'alone delle rispettive vicende esistenziali: un casolare abbandonato, viottoli che si snodano verso nostalgiche lontananze, alberi ingentiliti che s'adattano alle necessità dell'uomo, cieli vasti e abbaglianti resi impalpabili dall'uso sapiente del colore, contadini curvi sui campi quasi a confondersi con gli elementi – terra, caldo, foglie, nuvole, sole, tempo, spazio –, rammentando che tutto partecipa di un'unica essenza a cui è destino comune ritornare.

Tutti i temi raffigurati dall'autore sono espressione del legame con le proprie origini biografiche e sociali, e rivelano il tentativo di accordare la sua memoria personale alla memoria storica e naturale del luogo in cui è nato ed ora vive. Dall'osservazione piena d'amore e di rispetto per tutto ciò che esiste, scaturisce una pittura intensa e poetica, capace di cogliere frammenti di realtà e trasformarli in immagini durature nel tempo.    

Una pittura diversa da quella di altre sue stagioni artistiche, come diverso è anche l’autore, senza più l'ansia di comunicare ad ogni costo la propria visione dell'esistenza. Egli pensa che il progresso dell'umanità sia così incerto e limitato che nessuna conquista può considerarsi definitiva, mentre eterna è l'arte, che quasi per caso riesce ad illuminare l'ordinario e il quotidiano di un raggio paradisiaco.

Con la sua opera, Angelo Scroppo esprime il bisogno di comprendere e decrittare il linguaggio misterioso delle cose mediante ‘l'intelligenza del cuore’. C'è in lui la voglia di emozionarsi, e di generare emozioni in chi si sofferma ad ascoltare la sua vera voce artistica. A volte, è proprio con le emozioni che si realizza una sostanziale unità tra noi e gli altri, e si capisce di essere una semplice parte dell'universo alla cui esistenza concorrono pure un casolare abbandonato o un umile filo d'erba.

Con ‘modestia altera’, dunque, vengono tracciati interessanti varchi nel ‘fiume della realtà’, indagata da una pittura che inchioda al muro lo sguardo poichè in essa sembra realizzarsi quel miracolo poetico in cui luce e colore si fondono intimamente, riuscendo a creare un messaggio costruttivo rivolto al presente e proiettato nei percorsi temporali del divenire.

Tutto ciò che è buono, è anche leggero. Tutto ciò che è semplice, è anche profondo. E se davvero gli Angeli stanno privando l'uomo della semplicità e della leggerezza, allora, dove poter trovare tali essenze preziose che nutrono lo Spirito e rendono la vita più facile da accettare?

Anche nel cuore e nell'immaginario dei poeti. O nel lungo processo di creazione delle opere d'arte, come i dipinti di “Risvegli”, dalle forme originali e dai colori inebrianti, che accendono il desiderio di viaggiare col cuore e con la mente verso mete luminose e vivaci.

 Pino Bevilacqua